La bonifica elettronica è legale? Cosa dice la legge

Sì: cercare e rimuovere microspie, telecamere nascoste e localizzatori dai propri ambienti, veicoli e dispositivi è un'attività lecita di tutela della riservatezza. È vietato, semmai, installarli: la legge punisce chi ascolta o riprende di nascosto la vita privata altrui. La bonifica va chiesta da chi ha la disponibilità degli ambienti e non deve interferire con indagini dell'autorità giudiziaria.

  • Chi può chiedere una bonifica e su quali ambienti.
  • Quando una bonifica non va fatta.
  • Cosa succede se troviamo un dispositivo, e come usare la relazione.
Consegna della relazione tecnica al cliente al termine di una bonifica elettronica (immagine illustrativa creata con IA)

Perché la bonifica è un'attività lecita

Il codice penale protegge la riservatezza: punisce chi si procura di nascosto immagini o notizie della vita privata altrui (art. 615-bis, interferenze illecite nella vita privata) e chi installa apparecchi per intercettare comunicazioni (art. 617-bis). Chi cerca e rimuove questi dispositivi dai propri ambienti fa l'esatto contrario: si difende.

Per questo la bonifica elettronica, chiamata anche TSCM, è un servizio di tutela della privacy, come lo sono una serratura o un antifurto. Quello che conta è chi la chiede e dove.

Chi può chiedere una bonifica

Chi ha la disponibilità degli ambienti, dei veicoli o dei dispositivi da controllare:

  • abitazione: il proprietario o l'inquilino;
  • uffici e sedi aziendali: il legale rappresentante o una persona da lui incaricata;
  • studi professionali: il titolare o i soci;
  • veicoli: il proprietario o chi ne ha l'uso;
  • smartphone e PC: chi li possiede, oppure l'azienda per i dispositivi aziendali, nel rispetto delle regole sul lavoro.

Negli ambienti condivisi con altre persone, come una casa in comune o un ufficio in coworking, la bonifica riguarda gli spazi di cui hai titolo. Nei casi dubbi lo valutiamo insieme prima di accettare l'incarico.

Quando una bonifica non va fatta

Una bonifica non deve mai interferire con intercettazioni disposte legittimamente dall'autorità giudiziaria. Per questo, prima di ogni incarico, chiediamo al committente di dichiarare di non essere a conoscenza e di non sospettare indagini penali a proprio carico. Se hai un dubbio, ne parli prima con il tuo avvocato.

Non facciamo bonifiche su ambienti o dispositivi di altre persone. Controllare di nascosto il telefono di un partner, di un familiare o di un collega non è una bonifica: per quello vale la regola opposta, e la legge lo punisce.

Se troviamo un dispositivo: cosa succede

1. Lo documentiamo

Foto, posizione e caratteristiche finiscono nella relazione tecnica, senza manomettere il dispositivo.

2. Decidi con il tuo avvocato

La scelta di sporgere denuncia spetta a te: il dispositivo e la relazione possono diventare prove.

3. La relazione in giudizio

È utilizzabile come perizia di parte. Come usarla, e con quale peso, lo valutano il tuo legale e il giudice.

4. Le raccomandazioni

Ti indichiamo come proteggere gli ambienti dopo il ritrovamento, per evitare che si ripeta.

Dalla nostra esperienza, circa il 13% delle bonifiche porta al rinvenimento di un dispositivo di intercettazione; nell'87% dei casi non troviamo nulla, e lo scriviamo nella relazione.

Bonifiche in azienda: e i dipendenti?

Un'azienda può far bonificare i propri uffici, le sale riunioni e i veicoli aziendali. La bonifica cerca dispositivi estranei, installati da terzi: non è uno strumento per controllare i dipendenti. I sistemi che permettono di controllare a distanza l'attività dei lavoratori seguono regole proprie (art. 4 dello Statuto dei lavoratori), diverse da quelle della bonifica.

Per approfondire: bonifiche per uffici e aziende e bonifica di sale riunioni e CdA.

Perché affidarsi a un'agenzia autorizzata

Una bonifica entra negli ambienti più riservati di una persona o di un'azienda. Per questo conviene affidarla a un'agenzia con licenza prefettizia e personale identificabile. Prima di dare l'incarico, chiedi sempre gli estremi della licenza: la nostra è ex art. 134 T.U.L.P.S., ininterrotta dal 1984, rilasciata dalla Prefettura di Milano, e lavoriamo con certificazione UNI EN ISO 9001:2015.

Questa pagina offre informazioni generali e non sostituisce il parere di un avvocato sul tuo caso specifico.

Domande frequenti sulla legalità della bonifica

Fare una bonifica elettronica è legale?

Sì. Cercare e rimuovere dispositivi di intercettazione dai propri ambienti, veicoli e dispositivi è un'attività lecita di tutela della riservatezza. È invece la legge a punire chi installa microspie e telecamere per spiare la vita privata altrui.

Serve il permesso di qualcuno per bonificare casa mia?

No, se hai la disponibilità dell'abitazione, come proprietario o inquilino. Negli spazi condivisi con altre persone la bonifica riguarda gli ambienti di cui hai titolo; nei casi dubbi lo valutiamo insieme prima dell'incarico.

Posso far analizzare il telefono di un'altra persona?

No. Analizziamo solo i tuoi dispositivi, oppure quelli dell'azienda che rappresenti, nel rispetto delle regole sul lavoro. Controllare di nascosto il telefono di un'altra persona non è una bonifica.

Perché mi chiedete di dichiarare che non ci sono indagini a mio carico?

Perché una bonifica non deve mai interferire con intercettazioni disposte legittimamente dall'autorità giudiziaria. Se sospetti di essere indagato, prima di qualsiasi intervento devi parlarne con il tuo avvocato.

Se trovate una microspia, chiamate voi la polizia?

Documentiamo il dispositivo nella relazione tecnica, senza manometterlo. La decisione di sporgere denuncia spetta a te, insieme al tuo avvocato, e la relazione è a disposizione delle forze dell'ordine.